I gialloverdi sono molto orgogliosi di essere il rione che aveva nel suo territorio il simbolo della città di Robbio ovvero l'urmon.

Il Rione dal Ciot però non è solo questo; rione di grande estensione territoriale, ma non grandemente popolato, ha il suo centro storico nella antica via Ipporidie e proprio lì sta il motivo della sua denominazione, che ai forestieri appare del tutto incomprensibile. Lì infatti c’era, attorno al 1600, una grande cascina dal nome Eporedia e presso il portale d’entrata c’era un vecchio pilastro nel quale era infisso un chiodo; a questo chiodo chi arrivava a Robbio era solito attaccare le briglie del cavallo. Pare inoltre ( ma qui, forse, si sconfina un po’ nella leggenda…) che lì accanto ci fosse inoltre una vecchia locanda tenuta da una avvenente e, si dice, disponibile locandiera che godeva oltretutto fama di bravissima cartomante.

Questo ha fatto sì che, durante il corteo storico, i figuranti del Ciot abbiano scelto di rappresentare il mondo degli zingari e dei loro riti magici. Non a caso, al centro della loro sfilata, contornata da suonatori e maghi, c’è lei, la "regina degli zingari", mentre abili mani tzigane fanno vibrare le corde di gusle e violini.

Il giallo ed il verde sono i colori del Ciot ed il santo protettore del rione è Santo Stefano (san stef ) a cui è dedicata la Chiesa Parrocchiale, che i robbiesi hanno cominciato ad erigere a metà del 1700, fuori dalle mura del borgo.

Rione assai forte, il Ciot ha vinto già 10 palii e fin dagli inizi ha instaurato una fiera rivalità con il Rione Mulin. Contrada dal carattere orgoglioso, il Ciot si è trovato spesso a combattere da solo contro tutti, ma la sua tenacia e la sua passione lo hanno portato sovente ad uscirne vincitore…