È, sin dai primi anni del Palio, il più acerrimo nemico del Ciot; è inoltre il rione che può vantarsi di avere vinto la prima edizione del Palio dl'Urmon, nel 1985. Occupa la parte sud del territorio robbiese ed è senza dubbio il più grande ed il più popolato tra gli otto rioni di Robbio.

A dargli il nome sono stati due vecchi mulini presenti sul suo territorio, il mulino Elettrico ed il vecchio mulino Miradolo (ancora parzialmente esistente); per questo motivo il tema dei loro figuranti, durante il corteo storico, è quello dei mugnai, ovvero, nel nostro dialetto, "murnè". Altri antichi quartieri sono compresi nel Mulin, segnatamente il Lazzaretto (lasaret), la Baccana e San Pietro (co’ d’san pedar).

Patrono rionale è San Valeriano, titolare del più antico monumento robbiese, una splendida chiesetta risalente all’anno 1000, vero gioiello architettonico ed orgoglio patrimoniale della città di Robbio. Tale monumento, ultima struttura muraria rimasta di un ben più grande complesso monastico cluniacense, è stato letteralmente adottato da tutti i robbiesi che periodicamente si attivano per raccogliere fondi da utilizzare per il suo restauro. Confinante con Piana e Campagnola, il rione Mulin ha il suo centro vitale nel lungo viale Gramsci, che lo attraversa in tutta la sua larghezza; è tuttora un rione in continua espansione ed i nuovi insediamenti hanno portato altre famiglie ad accrescere un rione già di per sé molto popolato.

Il giallo e il blu sono i suoi colori e sullo stendardo rionale campeggia uno dei due vecchi mulini da cui il rione ha preso il nome. Nel 1996 il Mulin si è gemellato con il confinante rione Campagnola. Ha vinto finora sei palii (l'ultimo nel 2005) e l’eterna sfida con il rione del Ciot continua…