La parte a nord di Robbio, quella proiettata verso Novara, è tutta occupata dal Rione Muron.

La contrada si è data questo nome (‘muròn‘ in dialetto robbiese sta a significare l’albero del gelso) a causa di una grande estensione di gelsi che doveva trovarsi nel suo territorio fino alla fine del secolo scorso e forse anche oltre nel tempo. Delle foglie del gelso sono voraci divoratori i bachi da seta ed ecco perché, durante il corteo storico, i figuranti del Muron rappresentano proprio i setaioli, i loro strumenti di lavoro ed i prodotti che le loro abili mani sapevano tessere.

Il nero e l’arancio sono i colori rionali ed il santo patrono è Sant'Antonio a cui i contradaioli del Muron, non avendo nel loro territorio una chiesetta a lui intitolata, hanno eretto una nicchia votiva lungo la via Guado Oca, la strada di confine che li separa dal rione Castello.

Il rione ha una discreta estensione territoriale, non è però altrettanto popolato se lo si paragona ai grandi rioni Ciot e Campagnola. E’ comunque un rione molto combattivo che, dopo un periodo di stasi, negli ultimi anni ha ritrovato entusiasmo e voglia di lottare per conquistare il Palio. Vittoria che è stata sfiorata almeno in un paio di occasioni e raggiunta per la prima volta dopo 21 anni con il successo al 22° Palio dl'Urmon.