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Balìn

I suoi contradaioli lo definiscono, senza mezzi termini, la "perla del paese" ed è certamente così, visto che occupa la parte storica di Robbio. Al suo interno si trova la magnifica chiesetta di San Pietro, edificata attorno al 1100 e la medievale Piazza Marliano, che però i robbiesi chiamano ancora "piasa pulaia" per l’antico mercato dei polli che si svolgeva in questo luogo. Il Canton Balin si autodefinisce anche il "re delle piazze" perché ha sbocchi su tutte le piazze del centro robbiese, ma paradossalmente questo fatto lo penalizza non poco, essendo un rione ‘chiuso‘ e senza speranza di ingrandirsi nella periferia. I suoi colori sono il bianco ed il nero ai quali i contradaioli hanno aggiunto, nel campo bianco, una pallina verde a simboleggiare appunto il loro ‘quarto‘ di nobiltà. Il patrono del rione è San Pietro. Nel corteo storico i suoi figuranti rappresentano l’antico mestiere dell’allevatore di pollame, il pulaiat e nel loro stendardo è rappresentato, in campo bianconero, l’animale nobile per eccellenza, il pavone.

Campagnola

Tradizione e modernità convivono bene nel Rione Campagnola. La parte più antica dà verso il centro ed è composta dai vecchi quartieri robbiesi del Mergozzo e della Roggetta, mentre la parte più nuova, che fa da periferia alla città, è ricca di nuovi ed eleganti insediamenti urbani e industriali. Stretta, in origine, tra i due "colossi" Ciot e Mulin, la Campagnola è un rione cresciuto moltissimo negli ultimi anni, tanto da diventare il secondo rione più popolato alle spalle del Mulin. Il suo ‘cuore antico‘ sta proprio in Via Campagnola, nella zona vecchia e proprio questa via ha dato il nome al rione. Essendo stata per molti anni zona agricola, nel corteo storico i suoi figuranti non potevano che rappresentare il mondo agreste verso la metà di questo secolo. I colori rionali sono il rosso della passione e il verde della campagna; sullo stendardo la Campagnola presenta l’immagine di una giovane mondina. Patrono del rione rossoverde è San Sebastiano (san Bastian), la cui chiesetta è dislocata nell’omonima cascina inclusa nel territorio. Tradizionalmente fortissima nei giochi di piazza, la Campagnola non si è invece quasi mai espressa ad altissimi livelli nella decisiva gara delle carriole e per questo nel suo palmares figurano solo due vittorie, quella del 1990, Palio da tutti giudicato il più combattuto nella storia di questa manifestazione, e quella del 2018, dove la Campagnola ha dominato sia nei giochi, realizzando il record di metri conseguiti, sia nella corsa della carriola. Dal 1996 i campagnoli hanno stretto un gemellaggio con i loro vicini del rione Mulin.

Castello

Con un simile monumento storico al suo interno era davvero impossibile che questo rione si desse un nome diverso! Assieme al Canton Balin, il Castello costituisce il cuore della città di Robbio. Il Rione però non è soltanto lo splendido edificio medioevale che si staglia nella parte più alta della città, di ciò fa fede la vicina chiesa di San Michele, patrono rionale, di origini longobarde e dallo splendido portale sovrastato da un rosone in cotto di squisita fattura. Vi sono poi altri quartieri storici, come il "Trà", vale a dire la odierna via dei Mille, che era nel medioevo uno dei tre fossati che circondavano il munitissimo maniero, il "Cò dl'uliva" e il Doss". Sullo stendardo rionale campeggia naturalmente l’emblema del Castello, contornato dai colori rosso e blu che simboleggiano rispettivamente il comando e l’antico colore del borgo robbiese. Nel corteo storico figuranti del Castello indossano sgargianti e preziosi costumi che rappresentano la vita all’interno di un antico maniero medioevale. Una curiosità toponomastica interessa il rione: la copertura della roggia Crotta, avvenuta circa verso la metà del secolo scorso, ha fatto si che la strada che separa il Castello dal rione Muron abbia oggi... due nomi! Dalla parte del Castello si chiama Via Casaro Battista e da quella del Muron invece si chiama Via Guado Oca!

Ciòt

E' il rione che aveva nel suo territorio il simbolo del Palio di Robbio ovvero l'Urmon; ha il suo centro storico nella antica via Ipporidie e proprio lì sta il motivo della sua denominazione, che ai forestieri appare del tutto incomprensibile. Lì infatti c’era, attorno al 1600, una grande cascina dal nome Eporedia e presso il portale d’entrata c’era un vecchio pilastro nel quale era infisso un chiodo; a questo chiodo chi arrivava a Robbio era solito attaccare le briglie del cavallo. Pare inoltre ( ma qui, forse, si sconfina un po’ nella leggenda…) che lì accanto ci fosse inoltre una vecchia locanda tenuta da una avvenente e, si dice, disponibile locandiera che godeva oltretutto fama di bravissima cartomante. Questo ha fatto sì che, durante il corteo storico, i figuranti del Ciot abbiano scelto di rappresentare il mondo dei gitani e dei loro riti magici. Non a caso, al centro della loro sfilata, contornata da suonatori e maghi, c’è lei, la "regina degli zingari", mentre abili mani tzigane fanno vibrare le corde di vecchi violini. Il giallo ed il verde sono i colori del Ciot ed il Santo protettore del rione è Santo Stefano a cui è dedicata la Chiesa Parrocchiale, che i robbiesi hanno cominciato ad erigere a metà del 1700, fuori dalle mura del borgo.

Mulìn

È il rione che può vantarsi di avere vinto la prima edizione del Palio dl'Urmon, nel 1985. Occupa la parte meridionale del territorio robbiese ed è senza dubbio il più grande ed il più popolato tra gli otto rioni di Robbio. A dargli il nome sono stati due vecchi mulini presenti sul suo territorio, il mulino Elettrico ed il vecchio mulino Miradolo; per questo motivo il tema dei loro figuranti, durante il corteo storico, è quello dei mugnai, murnè nel nostro dialetto. Patrono rionale è San Valeriano, titolare del più antico monumento robbiese, una splendida chiesetta risalente all’anno 1000, vero gioiello architettonico, patrimonio e orgoglio della città di Robbio. Il rione Mulin ha il suo centro vitale nel lungo viale Gramsci, che lo attraversa in tutta la sua larghezza. Il giallo e il blu sono i suoi colori e sullo stendardo rionale campeggia uno dei due vecchi mulini da cui il rione ha preso il nome. Nel 1996 il Mulin si è gemellato con il confinante rione Campagnola.

Murón

La parte a nord di Robbio, quella proiettata verso Novara, è tutta occupata dal Rione Muron. La contrada si è data questo nome (muròn in dialetto robbiese sta a significare l’albero del gelso) a causa di una grande estensione di gelsi che doveva trovarsi nel suo territorio fino alla fine del secolo scorso e forse anche oltre nel tempo. Delle foglie del gelso sono voraci divoratori i bachi da seta ed ecco perché, durante il corteo storico, i figuranti del Muron rappresentano proprio i setaioli, i loro strumenti di lavoro ed i prodotti che le loro abili mani sapevano tessere. Il nero e l’arancio sono i colori rionali ed il Santo patrono è Sant'Antonio abate a cui i contradaioli del Muron, non avendo nel loro territorio una chiesetta a lui intitolata, hanno eretto una nicchia votiva lungo la via Guado Oca, la strada di confine che li separa dal rione Castello. Il rione ha una discreta estensione territoriale, non è però altrettanto popolato se lo si paragona ai grandi rioni Mulin, Ciot e Campagnola.


Piana

E’ forse il più nuovo dei rioni robbiesi; nel suo territorio infatti (situato a sud – ovest nella planimetria robbiese) c’erano, fino a non molto tempo fa, soltanto grandi distese erbose, denominate in vernacolo robbiese "pianòn" e proprio questi spazi verdi hanno dato il nome al rione. Simbolo rionale quindi, non poteva che essere il fiore tipico delle piane enormi erbose e cioè la bianca e delicata margherita. Facile pertanto definire i colori rionali: il bianco ed il verde appunto, sui quali campeggia la regina dei prati, la margherita. Al posto dei passati pianòn si estende oggi una estesa zona abitata che ha sostanzialmente cambiato la fisionomia del luogo. Nel territorio della Piana non ci sono grandi riferimenti storici, se non la chiesetta intitolata a San Nicolao, recentemente restaurata, di cui ci sono tracce in documenti risalenti ai primi anni del 1400. Proprio questo poco conosciuto Santo è stato eletto dagli abitanti del rione a loro Patrono. Da rilevare che nel territorio della Piana esisteva anche un altro importante monumento storico robbiese, vale a dire il Peso Pubblico, che i robbiesi hanno sempre definito nel loro dialetto "la Peisa". Tale monumento però è stato sciaguratamente distrutto nel 1915 e di esso non rimane che qualche vecchia, sbiadita foto preda di accaniti collezionisti. Nell’ambito del corteo storico i figuranti della Piana rappresentano il periodo della dominazione spagnola a Robbio, con costumi e personaggi legati a quel particolare periodo storico.

Torre

Come i loro vicini del Castello, anche gli abitanti di questo zona di Robbio non potevano dare al loro rione un nome diverso; proprio nel loro centro svetta infatti l’elegante torre Sanner. Altri edifici di grande interesse compresi nei confini rionali sono la villa Pallavicino, con il suo splendido parco, la chiesetta votiva di San Rocco e, in modo significativo, il Palazzo Comunale che, con i colori bianco ed azzurro del suo stendardo, ha dato al Rione Torre i colori rionali. Patrono rionale è il già citato San Rocco, al quale i robbiesi eressero una chiesetta votiva fuori dalle mura, affinché intercedesse a loro favore preservandoli dalla grande peste del 1630 e da tutte le grandi calamità infettive che hanno caratterizzato tutto quel secolo. Nel corteo storico, il rioneTorre rappresenta un tipico borgo cinquecentesco con nobili, plebei ed armigeri.